la cucina
Questa terra ricca e amorevolmente coltivata parla di corpose e sane verdure, di soppressa, di piccioni allo spiedo, di fegato e cipolla e di “Lengual. E per arrivare al mare, ciévoli, sgombri, code di rospo e i bisati piccoli, i passarini e gli sfogi (sogliole) per la frittura.
Sul filone della tradizione antichissima, chi viene in questa terra deve conoscere il saor, cibo di marinai, che vede avvolti nella cipolla e nell’aceto pesciolini azzurri, sarde e sardoni, accompagnati anche, come tramandatoci dalla tradizione bizantina, da uvetta, pinoli e spezie.
I bigoli sono gli spaghetti veneti. Rinascimento e Medioevo ci hanno lasciato antiche salse tra cui la famosa peverada, che con “cren” e aceto, accompagna la cacciagione, di cui sono ricche le zone palustri già frequentate da Hemingway e il bollito. E tra i dolci i pandori, il baìcolo, i zaeti, e naturalmente le fritole del nostro Carnevale.
